Galleria Ines Vlašić – un mondo artistico familiare nel cuore di Šibenik

Proprio sopra la Cattedrale di San Giacomo, dove le luminose strade di pietra di Šibenik si arrampicano dal lungomare verso il centro storico, si nasconde una piccola galleria dietro una collezione attraente di oggetti d'arte e gioielli insoliti. Non si presenta con la serietà di un museo né con la distanza raffinata di uno spazio espositivo classico. La Galleria Ines Vlašić appare subito personale, come se fossi entrato nella casa di una famiglia particolarmente fantasiosa e avessi scoperto che ogni oggetto ha un nome, un ricordo e una storia che aspetta da tempo di essere raccontata.

Situata all'indirizzo Trg Republike Hrvatske 6, la galleria è diventata una parte riconoscibile della scena artistica di Šibenik. I media locali la descrivono come uno spazio piccolo e armonioso gestito da oltre vent'anni dalla famiglia artistica Vlašić, la cui connessione con Šibenik è iniziata già al primo incontro con la città. I dipinti, i gioielli e le sculture non sono legati da una tecnica unica, ma da una sensibilità comune: tenerezza, umorismo, abilità artigianale e profonda connessione emotiva con l'Adriatico.

Gioielli che custodiscono un segreto

Al centro della galleria si trova la creazione di Ines Vlašić, artista e designer di gioielli i cui lavori cancellano il confine tra ornamento e scultura in miniatura.

Ines è nata a Varaždin nel 1971 e ha sviluppato il suo approccio artistico al gioiello per circa quindici anni quando il Museo della città di Varaždin ha presentato nel 2010 la sua mostra personale "Daj, zagrli me, za sliku". Il museo ha descritto i suoi orecchini, bracciali e spille come mini sculture e illustrazioni modellate in argento, spesso arricchite da elementi colorati e repliche di vetro antico. Il suo lavoro è anche legato a istituzioni come il Museo d'Arte e Artigianato di Zagabria e il Museo del Vetro Antico di Zara.

Tuttavia, i materiali stessi non sono sufficienti a spiegare l'attrattiva del lavoro di Ines. I suoi gioielli iniziano con un'emozione: una conversazione ricordata, una battuta privata, una leggenda, un momento di tenerezza o un frammento del passato. I suoi lavori precedenti portavano titoli estremamente intimi come "Poljubi me", "Daj, pusti me da spavam" e "Gospodična Luna". Proprio a causa di questi nomi, ogni oggetto appare meno come un accessorio e più come un piccolo personaggio con un proprio carattere.

I suoi design si basano su forme culturali e storiche, ma non le trasformano in copie del passato. Argento, bronzo e vetro sono modellati in un linguaggio visivo personale e riconoscibile, a volte elegante, a volte giocoso, e a volte quasi talismanico. Contemporaneo nella realizzazione, ma radicato nelle antiche usanze di abbellimento personale, questo gioiello sembra comprendere che le persone non indossano mai oggetti belli solo per ornamento. Li indossiamo per ricordare, comunicare e portare nel mondo un piccolo pezzo di noi stessi.

Proprio per questo, questi pezzi hanno un significato speciale quando li scopriamo in viaggio. Non sono ricordi generici della Croazia. Custodiscono qualcosa di molto più sottile: la sensazione di una calda strada di pietra nel tardo pomeriggio, il riflesso della luce sul mare e l'intimità di trovare un oggetto che sembra essere stato creato appositamente per una persona specifica.

Josip Vlašić e la seconda vita del mare

Accanto alla raffinatezza dei gioielli di Ines si trova la creazione di Josip Vlašić, le cui sculture spesso nascono da materiali che hanno già vissuto una vita.

Josip lavora con pezzi di legno trasportati dalle maree che raccoglie durante tutto l'anno in angoli nascosti della costa adriatica e altrove. Modellati dal sale, dall'acqua e dal tempo, questi frammenti hanno già forme irregolari, cicatrici e texture proprie. Invece di sottomettere completamente il legno alla sua idea, sembra che Josip cerchi la forma che è già nascosta in esso. Il suo compito non è cancellare il passato del materiale, ma continuarlo.

Ines e Josip hanno presentato insieme le loro opere in tutta Europa, dalla Galleria Ericsson Nikola Tesla a Zagabria fino alla mostra Naivistit Iittalassa in Finlandia. La combinazione di gioielli e scultura sottolinea il contrasto dei loro materiali scelti, ma anche qualcosa di fondamentale nel loro mondo artistico comune: forza e vulnerabilità, umorismo e sensibilità, durata e cambiamento.

I personaggi di Josip, modellati dal mare, portano nella galleria un'anima leggermente ribelle. Non sono appesantiti dalla loro importanza. Il loro umorismo è perspicace, contenuto e caldo, trovando la comicità nella postura, nel carattere e nella vita quotidiana. I visitatori spesso sottolineano l'umorismo delle immagini e delle sculture, ma quella risata non è mai malevola. Si tratta di personaggi creati con affetto, riconoscibili da persone in tutto il mondo.

Tra le mani di Josip, qualcosa di abbandonato sulla riva torna a essere visibile. Un ramo curvo può ricordare un naso, la postura di un marinaio o la silhouette di un vicino eccentrico. Un pezzo di legno che prima è stato modellato da un albero, poi dal mare, infine viene plasmato dall'immaginazione. Le sue irregolarità non sono nascoste; sono proprio quelle a dare personalità alla scultura.

Nikola Vlašić: amore, osservazione e Adriatico

Le immagini e le sculture di Nikola Vlašić portano nella galleria un'altra voce – contemporanea, grafica e spesso cinematografica, ma anche fortemente legata alla stessa cultura di osservazione e narrazione.

Nikola descrive il suo approccio come "creazione attraverso l'osservazione". Parla di rispetto per gli alberi e di riconoscimento della storia conservata nei materiali abbandonati: il ricordo di un giardino, di un parco, dell'infanzia o della casa in cui un tempo vivevano gli uccelli, come gli hanno insegnato i genitori. I pezzi riciclati e gli oggetti abbandonati nel suo lavoro non sono solo materiali pratici. Sono portatori di ricordi che aspettano di essere notati e riportati in vita.

Il suo mondo artistico è popolato da coppie innamorate, pescatori, nuotatori, marinai, animali, musicisti e incredibili eroi locali. Opere con titoli come "Pablo", "Ankica", "Jiminy", "Dio", "Che sia 2:1 per noi", "Ti seguirò per sempre" e "Lei e io ai margini del mare" rivelano un artista che non si interessa solo alla forma e all'aspetto, ma anche al carattere e alla storia. I titoli spesso funzionano come la prima frase di una narrazione, lasciando all'osservatore l'immaginazione di tutto ciò che è accaduto prima e tutto ciò che potrebbe accadere dopo.

L'Adriatico nelle opere di Nikola non è una vista da cartolina vuota. È popolato. In esso vivono desiderio, romanticismo, sport, pesca, testardaggine, musica e silenziose assurdità della quotidianità. I suoi personaggi possono essere semplificati e giocosi, ma la loro essenza emotiva rimane sincera. Un marinaio non è mai solo un marinaio; forse sta aspettando qualcuno. Una barca può portare il ricordo di una canzone. Una coppia innamorata può incarnare un'intera filosofia dalmatina di fedeltà, orgoglio e lieve teatralità.

Le opere di Nikola sono state esposte in Croazia, Slovenia, Paesi Bassi e Germania. In tutti questi contesti, il suo tema principale è rimasto estremamente coerente: la relazione tra memoria personale e mare.

Tre voci artistiche, un linguaggio familiare

La bellezza della Galleria Ines Vlašić risiede nel modo in cui questi tre approcci artistici si completano a vicenda senza diventare intercambiabili.

Ines lavora su scala intima, trasformando argento e vetro in ricordi indossabili. Josip ascolta il legno che è stato modificato dal mare e scopre personaggi nelle sue forme usurate. Nikola unisce pittura, scultura, design e materiali riciclati per formare una mitologia contemporanea della vita adriatica.

Ogni artista ha la propria voce, ma tutti e tre condividono la convinzione che gli oggetti possano portare storie, anima ed emozioni. Notano ciò che altri potrebbero non notare: un pezzo di legno, un vecchio simbolo, un gesto comico, una frase pronunciata per caso o un momento tra due persone. Nelle loro mani, di solito non si trasforma in qualcosa di pretenzioso. Diventa prezioso.

Per questo motivo, la galleria evita la consueta divisione tra arte "seria" e oggetti destinati alla vita quotidiana. Una spilla può essere una scultura. Un pezzo di legno trasportato dalle maree può diventare un ritratto. Un personaggio dipinto con umorismo può portare una vera tenerezza. La bellezza può essere intelligente senza diventare fredda, mentre l'arte può suscitare un sorriso senza perdere profondità.

Più di una visita alla galleria

I visitatori descrivono spesso la Galleria Ines Vlašić come un gioiello nascosto, ma ciò di cui si ricordano di più non è solo l'arte. Nelle recensioni si menzionano ripetutamente la gentilezza e l'ospitalità, le conversazioni con Ines o Josip e la sensazione di un incontro personale, piuttosto che di acquisti anonimi. Un visitatore ha semplicemente descritto l'esperienza come "incontro umano", mentre un altro ricorda un dono, una conversazione o il ritrovamento di un oggetto che è diventato un perfetto ricordo del tempo trascorso in Croazia.

Questa calda umanità è fondamentale per l'identità della galleria. Essa offre qualcosa che nei centri storici è sempre più raro: un luogo in cui l'arte non è separata dalle persone che l'hanno creata. Le domande sono benvenute. Le storie vengono scambiate. I visitatori non vengono affrettati attraverso un'esperienza di vendita attentamente orchestrata, ma sono invitati a guardare, sorridere e scoprire.

Forse questo è il più grande successo della galleria. Essa rappresenta l'Adriatico, ma non lo riduce a un mare blu, case di pietra e simboli noti. Invece, rivela la costa così come viene realmente vissuta: piena di personaggi insoliti, storie personali, materiali antichi, amori duraturi e un umorismo abbastanza forte da sopravvivere sia al caldo estivo che alla tempesta invernale.

La Galleria Ines Vlašić è facile da trascurare se si passa troppo in fretta. Ma quando entri, si apre un intero mondo – un mondo composto di argento e vetro, legno e colore, ricordi e osservazione. È un ritratto familiare dell'Adriatico, senza pose e senza levigature verso la perfezione, ma caldo, fantasioso e splendidamente vivo.